E zacchete! La magica Brii al Golaraduno distribuisce sacchetti cicciotti di soia gialla con legati con nastrino in tinta due colini fini fini (i miei, ovviamente, turchesi!
Però, mi dice, spiegami come fai i germogli
E io serafica: ma questa non germoglia facilmente, ci vuole la soia azuki, quella piccina verde o rossa; con questa si fa il latte! si si
E la Brii: adesso ho capito perché non germoglia!
Ecco, come promesso a Brii, metto le istruzioni per fare il latte di soia in casa, anche senza macchinetta magica (la meravigliosa VeganStar, l'amica dei vegani) ma con un semplice frullatore.
Quindi ecco a voi il latte di soia.
Ingredienti
500 g soia gialla
5 l acqua
Migliorativi di consistenza o gusto: un cucchiaino di olio di girasole spremuto a freddo, un cucchiaino di malto, un paio di datteri, due cucchiai di riso dolce o glutinoso già ammollato, un pezzettino di alga kombu, un pizzico di sale marino
La proporzione standard è 1:10 tra soia e acqua; si può fare anche solo con 100 g di soia per provare.
I fagioli di soia vanno precedentemente ammollati in acqua fresca per circa otto ore (in estate con il caldo può bastare meno, in inverno possono essere necessarie anche 12 ore), cambiando l'acqua un paio di volte, in modo che si reidratino perfettamente e si ammorbidiscano bene.
Sciacquare quindi molto bene i fagioli ammollati: questo passaggio serve oltre che a togliere eventuali impurità, soprattutto a eliminare una schiuma viscidina che producono in ammollo e che comprometterebbe la riuscita e il sapore del latte.
Una volta che i fagioli non producono più schiuma al risciacquo, si può procedere con uno sciacquo con acqua bollente: serve a neutralizzare ulteriormenti i fitati.
I fitati, derivati dell'acido fitico, sono composti presenti in ogni legume e cereale integrale, che tendono a limitare l'assorbimento dei sali minerali e soprattutto del calcio; le buone pratiche abituali in cucina, come i lunghi ammolli e le cotture prolungate o ad altre temperature di cereali e legumi, e le lievitazioni naturali lunghe dei pani di farine integrali, servono proprio a neutralizzare questi composti.
Dicevamo: lo sciacquo con acqua bollente (lasciandovi dentro i fagioli per un po'), successivo all'ammollo, ha il pregio di aiutare l'eliminazione dei fitati; inoltre, volendo ottenere un latte con un sapore più delicato e meno 'fagioloso', si possono a questo punto 'stropicciare' con le mani i fagioli ammollati e scaldati, in maniera da sollevare e rimuovere parte delle buccette, che potranno essere agevolmente sciacquate via.
Ora la quantità di acqua prevista deve essere portata a bollore, e usata poca per volta, per frullare i fagioli di soia in un robot adatto fino ad ottenere una crema.
Una volta frullati a crema morbida e più liscia possibile i fagioli, versarla nella restante acqua della quale si sarà mantenuto il bollore, e sempre mescolando continuare a bollire per una decina di minuti.
Rivestire con un telo pulito un colino (mi sa che quelli di Brii saranno un po' piccoli per questa funzione... usate un colapasta
Riportare a bollore il latte, e lasciarlo cuocere per un'ora circa: questo toglierà ogni residuo di sapore fagioloso al latte rendendolo più adatto al nostro gusto.
Ho messo dopo gli ingredienti una lista di 'miglioratori': sono aggiunte non indispensabili, ma che consentono di avere un latte più denso, vellutato e gustoso. Visto che non siamo abituati al sapore del latte di soia, consiglio di usarli come ora spiegherò.
L'olio di girasole rende il latte meno 'asciutto' e più simile al latte vaccino aggiungendo una componente grassa che si emulsionerà perfettamente al liquido proprio grazie alla lecitina contenuta nei fagioli.
L'alga kombu (ammollarla nell'acqua con la quale si frulleranno i fagioli, lasciandovela oppure no a piacere) o un pizzico di sale marino aggiunto solo dopo la bollitura finale apporteranno una leggera componente salata che darà sapidità al latte evidenziandone anche i sapori dolci.
Il malto (aggiunto alla fine a latte già raffreddato per evitare che cagli), i datteri o il riso dolce ammollato (aggiunti al momento di frullare la soia), usati in alternativa l'uno all'altro, daranno al latte di soia la dolcezza che siamo abituati ad aspettarci da un latte; il riso apporterà anche amidi che daranno una consistenza maggiormente vellutata e densa al latte.
Nulla vieta di sperimentare ulteriorimente, frullando con la soia delle mandorle, delle nocciole, dei fichi secchi o cereali diversi per ottenere sapori nuovi o più gradevoli.
Non pensate nemmeno di buttare l'okara ottenuta!!
Può essere usata come ingrediente base per polpette o crocchette, torte salate e dolci, o perfino impastata nel pane per arricchirlo. Qui trovate diverse deliziose possibilità di utilizzo per questo 'sottoprodotto'.
Per ulteriori approfondimenti o suggerimenti, rimando ai blog di Semplicemente Vera, Wonderzdora, e Cotto al Vapore per vari suggerimenti sulla produzione di latti vegetali diversi.


